Raccolte

Nel tempo ho imparato a limitare ciò che raccolgo, esercitandomi sempre più a tenere traccia di ciò che incontro nel mondo in altri modi, ad esempio scrivendo o fotografando (ma di questo parliamo un’altra volta). Ma una parte di me resta una raccoglitrice. A quella parte e a coloro che mi hanno scritto chiedendomi cosa fare delle “piccole cose” raccolte “nel mondo” in questo tempo estivo, dedico queste righe.

 

L’esperienza di raccogliere frammenti di mondo, portandoli con sé e accostandovi nel tempo ulteriori elementi, è frequente in ogni uomo e soprattutto in bambine e bambini e in ragazze e ragazzi.
Essa, quando non è mero esercizio di accumulazione compulsiva, con tutte le questioni ecologiche che ciò comporta, ma raccolta rispettosa e minima, può mostrare interessi, curiosità e inclinazioni di ciascuno.
Quando la raccolta non è solo esornativa, poi, permette di approfondire le domande che la hanno mossa, trasferendole all’interno e creando una connessione esplicita con il mondo fuori.
Da qui sono possibili ulteriori ricerche, che prendono la forma di organizzazioni eterogenee: ordinare è un ulteriore modo per affinare la propria capacità osservativa e insieme una spinta verso nuove ipotesi, poiché la ricerca di un proprio ordine, in dialogo con le cose del mondo, è spesso un tentativo di maggiore comprensione, che contemporaneamente risveglia legami sopiti.
Una raccolta, allora, può essere insieme informazione e domanda, sapere e rilancio, documentazione che conserva una traccia tangibile dell’incontro con il mondo, ma anche spazio che dà forma alle ricerche di ciascuno su quel mondo.
Per questo, al rientro dalle vacanze ma anche in ogni altro momento dell’anno, può essere bello fare spazio alle raccolte, dedicandovi uno o più angoli, dando il tempo di fare ipotesi, offrendo supporti per la suddivisione e l’organizzazione degli oggetti e così via. Ne potranno nascere numerosi percorsi, individuali e collettivi, aperti a infinite possibilità esplorative. Perché è già tutto lì…

 

MG

 

Per approfondire: Monica Guerra, Nel mondo, FrancoAngeli, 2020 e Le più piccole cose, FrancoAngeli, 2019

Immagine: Museo del mare, CDa