Le stagioni sono, per chi si occupa di educazione, un tema ricorsivo, e giustamente. Perché le stagioni sono un modo per accostare la ciclicità della vita, innanzitutto quella nell’ambiente. Proprio per la loro diffusa presenza, tuttavia, le stagioni sono anche tema sovente bistrattato, spesso ridotto a scarse osservazioni anche solo di ciò che accade appena fuori dalla finestra e a molti stereotipi consolidati.
“I libri delle stagioni” di Rotraut Susanne Berner, pubblicati da Topipittori, sono una bellissima opera in quattro volumi per bambine e bambini, ma non solo, che segue la vita di una comunità nelle sue trasformazioni lungo un anno, raccontando un tempo metereologico che cambia attraverso molte sfumature, in uno spazio abitato da soggetti che vivono in relazione tra loro e con quell’ambiente.
Ogni tavola è una caccia al tesoro, dove individuare soggetti e oggetti presenti nelle precedenti e nelle successive, cercando gli elementi modificati e quelli invariati. E ogni libro è una caccia nella caccia, per trovare chi è rimasto e chi è arrivato, come è cambiato l’ambiente, cosa qualifica quel tempo rispetto agli altri. Nessuna parola, se non nelle presentazioni in quarta di copertina, ma la possibilità di scrivere infinite storie, in orizzontale, verticale, trasversale.
Per ricordare che le stagioni sono più di un singolo elemento, ma un brulicare vivo generato da un dialogo fitto tra soggetti e oggetti, in continua evoluzione. E per esercitare lo sguardo, per tornare poi a guardare fuori dalla finestra, o magari proprio a uscire, per scoprire di cosa sono fatte le stagioni oggi nei luoghi che abitiamo.
MG