I libri di Emma Adbåge pubblicati da Camelozampa rappresentano per noi una sorta di trilogia, leggibile a piacimento e in ordine sparso, ma di certo più di una volta.
Il più noto, La buca, che ha ricevuto diversi premio tra cui anche il nostro, è un dirompente ritratto arguto e puntuale delle relazioni di adulti e bambini con l’ambiente, nel loro differente modo di abitarlo e leggerne le possibilità, i rischi, le prospettive: uno specchio in cui molti grandi possiamo rischiare di riconoscerci, con i nostri irragionevoli divieti e la nostra distanza dal senso più profondo del gioco di bambine e bambini.
In La natura, invece, rischiamo di riconoscerci proprio tutti, perché qui, con umorismo graffiante, l’autrice descrive le contraddizioni di uno sguardo tutto sbilanciato verso l’umano con cui guardiamo alla natura: desiderata e apprezzata se addomesticata, demonizzata e rifiutata appena è davvero… natura.
Chiude la selezione La ferita, forse il più intimo dei tre, che racconta la relazione tutta bambina con la crosta su un ginocchio: timore, orgoglio, comprensione, affetto… a confermare la capacità straordinaria di Emma Adbåge di comprendere il punto di vista dell’infanzia sulle cose e sul mondo.
MG