Per un approccio equilibrato al rischio

I termini rischio e bambini nella nostra cultura sembrano non potersi mai accostare. Menzionare il termine rischio quando si parla di esperienze di gioco suscita immediatamente ansia negli adulti che li porta a limitare ai bambini le possibilità di esplorazione.

Le leggi e le regolamentazioni relative ai temi della sicurezza sono presentate il più delle volte come la ragione per cui i giochi e le attività spontanee dei bambini e dei ragazzi debbano essere scoraggiate, enfatizzando, in maniera talvolta esagerata, la necessità che tutto si svolga in sicurezza, in modo particolare quando si parla di stare all’aperto o in natura.

Queste prese di posizioni sono basate anche su malintesi circa quanto effettivamente le leggi richiedano: così le paure degli adulti, soprattutto di coloro che lavorano nelle scuole e nei servizi, assillati dal senso di responsabilità, comportano di conseguenza una iper-protezione dei bambini che impedisce loro di vivere giochi spontanei ed esperienze in ambienti naturali  e che ne comprime quotidianamente le energie.

Le ragioni che portano a questa interpretazione sono molte e varie, e includono la paure di essere accusati o denunciati  perché anche il rischio più banale non è stato rimosso, la  frustrazione per la crescente burocrazia, e gli equivoci circa ciò che deve essere effettivamente fatto per controllare i rischi significativi.

Questo documento vuole offrire la possibilità di dare un messaggio chiaro per contrastare questi malintesi, promuovendo un approccio equilibrato al rischio, nella convinzione che il gioco è un’importante fonte di benessere per i bambini, e quando progettiamo e offriamo loro esperienze, lo scopo non deve essere quello di eliminare completamente ogni rischio, ma fare una corretta valutazione tra rischi e benefici, focalizzando l’attenzione sul controllo di quelli veri e reali, senza precludere la possibilità di fruire dei benefici che esso comporta.

È naturale che una parte dei giochi dei bambini comprendano attività talvolta rischiose, perché assumersi rischi nel gioco, così come accade tra gli altri mammiferi, è un aspetto importante di crescita, di sviluppo fisico e di benessere mentale anche nei piccoli dell’uomo: accentuare l’attenzione sulla sicurezza, può essere quindi altrettanto problematico se, nell’esagerato tentativo di proteggerli evitando loro qualsiasi possibilità di danno, limitiamo eccessivamente stimoli che sono importanti per la loro crescita.

Il piacere del gioco: promuovere un approccio equilibrato al rischio

Perché promuoviamo un approccio equilibrato al rischio?

1. Perché riconosciamo i benefici che derivano dal permettere a bambini e ragazzi di sperimentare le proprie abilità anche su opportunità di gioco complesse.

2. Perché sosteniamo l’importanza di progettare occasioni di esperienza in una varietà di ambienti, il che significa accettare che i bambini e i ragazzi possano andare incontro a situazioni che comportano un certo grado di rischio e potenziale pericolo.

3. Perché vogliamo assicurarci che convinzioni sbagliate circa la salute e la sicurezza non determinino la progettazione di ambienti di gioco ed esperienze sterili , prive di sfide che impediscono ai bambini di accrescere la loro possibilità di apprendere e incrementare le proprie abilità.

4. Perché vogliamo incoraggiare a concentrare l’attenzione sul controllo assennato e proporzionato dei veri rischi, evitando l’inutile dispendio di energia su situazioni non necessarie.

Riconoscere i benefici del gioco ovvero:

“Il gioco è importante per la crescita, lo sviluppo e il benessere dei bambini e dei ragazzi.  Quando progettiamo e offriamo opportunità di gioco il nostro obiettivo non è eliminare completamente ogni  rischio, ma fare un’opportuna pesatura di rischi e benefici, perché sappiamo che nessun bambino potrà mai imparare a gestire i rischi se vivrà sempre dentro una  bolla”

5. Riconosciamo che il gioco è una palestra di vita per i bambini e fornisce loro l’occasione per esplorare, sperimentare  e sviluppare le proprie abilità; gli offre una finestra sul mondo che vivranno, che non sarà mai un mondo privo di qualsivoglia rischio, ma dove invece numerosi pericoli sono presenti. L’occasione di sperimentare il rischio nel gioco è un’importante opportunità di sviluppare la consapevolezza di esso e prepararli alla vita futura.

6. Raggiungere l’obiettivo di un corretto equilibrio tra il proteggere i bambini dai rischi più seri e permettere loro di godere dei benefici del gioco non è sempre facile. Ma la soluzione non è eliminare i rischi, né elaborare complicati algoritmi di proporzione tra benefici e rischi. Sostanzialmente il gioco è un’attività benefica: un giudizio adulto assennato generalmente assicura che i bambini non siano esposti a pericoli non necessari.

7. Raggiungere l’obiettivo di un approccio equilibrato significa:

–        Valutare adeguatamente il peso di rischi e benefici quando si progetta un’esperienza e un’opportunità di gioco;

–       Concentrarsi sul controllo dei rischi più seri, di ciò che nel gioco non porta a benefici  e nel valutare quanto non può essere sotto il nostro controllo;

–       Riconoscere che l’introduzione dell’educazione al rischio deve essere parte delle esperienze che offriamo ai bambini;

–       Capire che lo scopo non è il controllo assoluto né l’eliminazione di ogni rischio, accettando peraltro che la possibilità che accada qualche incidente e/o  danno non può essere eliminata del tutto, ma può essere gestita;

–        Assicurarsi che i benefici del gioco siano sperimentati in pieno.

8. Raggiungere l’obiettivo di un approccio equilibrato non significa che:

–         Tutti i rischi devono essere completamente eliminati o continuamente ridotti;

–         Ogni aspetto della progettazione degli spazi e delle opportunità di gioco ed esplorazione debbano essere dettagliati in fuorviati ed esagerate misure di sicurezza;

–         Le dettagliate valutazioni sulle attività di gioco rischioso diventino l’alibi per limitarsi a giochi poveri di opportunità;

–         Che si debbano ignorare quei rischi che non portano alcun beneficio nel gioco e che derivano dalla scarsa manutenzione delle attrezzature e degli spazi;

Cosa le famiglie e la comunità si possono aspettare dai professionisti dell’educazione? ovvero:

“Insegnanti ed educatori nel progettare esperienze e opportunità di gioco pur tenendo sotto controllo i rischi reali,devono concentrare la loro attenzione e focalizzarsi sul vantaggio che i benefici portano più che sulla burocrazia”

9. Insegnanti ed educatori devono usare il proprio giudizio e l’esperienza acquisita e, dove necessario il giudizio di altri, per assicurarsi che le valutazioni e i controlli siano proporzionati ai possibili rischi;

10. Insegnati ed educatori dovrebbero comunicare quali controlli vengono effettuati e perché sono necessari, per garantire che tutti si concentrino sui rischi effettivi;

11. È importante che le indicazioni progettuali assicurino che:

–         I benefici del gioco e dell’esposizione dei bambini a livelli di rischio sono commisurati alle capacità e alle possibilità ma non sono inutilmente ridotti;

–         Le valutazioni e il giudizio si concentrano su rischi reali e non su quelli futili e insignificanti;

–         I controlli sono proporzionati e riflettono il livello di rischio proposto;

12. Tutto ciò include una valutazione dei rischi che, mentre prende in considerazione i benefici dell’attività valutata, assicura anche che siano messe in atto precauzioni proporzionate che riflettono il livello di rischio reale.

In questo modo si attua un approccio assennato alla gestione dei rischi.

Se le cose vanno male, ovvero:

“ incidenti ed errori possono capitare mentre si gioca, ma la paura delle controversie o di essere denunciati ha assunto oggi proporzioni eccessive”

13. Ci si aspetta che i professionisti dell’educazione si approccino al rischio responsabilmente, con senno e proporzionatamente ad esso.  In pratica, incidenti seri sono molto improbabili. In rare occasioni in cui le cose possono andar male, è importante essere consapevoli che è necessario rispondere adeguatamente dell’incidente, fornendo un esame e una valutazione  equilibrata e trasparente.

14. Nel caso di mancanze, l’accusa rimane certamente una possibilità, che non può essere eliminata completamente, ma questo non significa che si dovrebbero eliminare anche i più banali rischi. Se sono state attuate prassi assennate e proporzionate, è estremamente improbabile ci siano violazioni delle leggi sulla sicurezza tali da portare ad un’accusa.

Conclusioni:  rischi o pericoli?

Pericolo è qualsiasi circostanza che può provocare danno e che non è possibile controllare.
Il rischio è invece l’eventualità, maggiore o minore, che qualcuno possa essere danneggiato da un’azione azzardata, che può però essere calcolato e messo in conto nelle previsioni.

Il controllo del rischio comporta prassi che portano a ridurre tale possibilità, e mitiga le conseguenze di un azione che potrebbe provocare danno. Accertare un rischio significa valutarlo e decidere se le precauzioni sono adeguate o se occorre mettere in atto misure maggiori.

Se i bambini sono inclini a giocare in modo rischioso, sono anche molto bravi a conoscere le proprie capacità ed evitare rischi che non sono pronti a correre, fisicamente o emotivamente. Ogni nostra scelta adulta  deve essere ponderata per la sicurezza dei bambini, è bene evitare pericoli inutili ma non per questo bisogna lasciare che comandi la paura, se siamo consapevoli che il rischio è una grande componente educativa che abitua il bambino a percepire il pericolo e lo aiuterà in futuro a stare attento quando ne avrà bisogno.

Traduzione e adattamento di CO da:

http://www.hse.gov.uk/entertainment/childrens-play-july-2012.pdf

http://www.hse.gov.uk/entertainment/childs-play-statement.htm