Il bambino a rischio

Meno giochi all’aperto causano più danni che benefici.

«La classe terza che ha visitato per una giornata il nostro centro era composta soprattutto di ragazzi chiassosi, rumorosi e indisciplinati. Quando ci incamminammo nel bosco, i bambini cominciarono a parlarsi rumorosamente gli uni con gli altri, anticipando quello che doveva avvenire. Dopo averli coinvolti in un rapido gioco ed avere spiegato loro le regole da rispettare nell’ambiente circostante, era il momento per il gioco libero. Appena i bambini compresero che avevano la libertà di esplorare e costruire nel bosco, accadde qualche cosa di divertente: diventarono improvvisamente calmi: si dispersero nell’ambiente circostante e molti di loro cominciarono a lavorare insieme per costruire un grande teepee.

Nulla mi dava più piacere del vedere i bambini fuori, felici di costruire una struttura usando rami e tronchi nel terreno boscoso. Tutto questo, finché la paura non ha preso il sopravvento, il battito cardiaco di tutti è balzato su al suono acuto di un grido di allarme: “Metti giù i bastoni!”
Guardai in su, e vidi uno degli accompagnatori che stava correndo freneticamente verso i bambini. “È pericoloso! È pericoloso!” gridava. Momentaneamente rimasi stupito da questa situazione percepita come emergenza improvvisa, ma finalmente ritrovai la mia voce. “È tutto a posto”, gridai, “Ho detto io che potevano usare i bastoni ,finché rispettavano ognuno lo spazio personale dell’altro.” Ammutolito, l’ accompagnatore aggrottò le ciglia, si girò e si incamminò verso un gruppo di colleghi. A questo punto avrei potuto distogliere i bambini dal loro lavoro di costruzione, avrei potuto dare adito alla paura e li avrei potuti incoraggiare a fare qualche cosa che la nostra società considererebbe un po’ meno rischiosa. Nonostante ciò decisi di lasciare che i bambini procedessero con il loro progetto.
Con l’aiuto di alcuni adulti entusiasti procedettero a costruire un’imponente tenda indigena fatta di bastoni: “Guardi cosa abbiamo costruito!” mi disse orgogliosamente uno dei ragazzi, mostrandomi il loro lavoro. “Ci credi?” mi chiese un altro bambino emozionato. Durante questa attività di costruzione, per ironia nessun bambino si è fatto male, non un graffio! In realtà questo è raro. I bambini di solito si procurano dei bernoccoli e delle contusioni mentre giocano nel bosco. Provocarsi graffi, contusioni, e cicatrici era quasi un rito di passaggio quando stavo crescendo. Ma in questo giornata nessuno taglio, nessun graffio, nulla. Era come se Madre Natura stessa, volesse dimostrare l’errore agli accompagnatori timorosi, dimostrando che i bambini sono capaci di fare più di quanto noi spesso permettiamo loro.
Come genitore di due ragazze, posso identificarmi con la paura di quell’accompagnatore. Gli istinti di cura da genitore prendono spesso naturalmente il sopravvento e gridiamo, “stai attento” o “vai piano” non appena vediamo un bambino manipolare l’ambiente naturale. Tutto ciò è abbastanza normale e comune. Comunque, come terapeuta professionale e pediatrico che passa innumerevoli ore ad osservare i giochi dei bambini in un ambiente naturale, so anche che restringere le possibilità di movimento dei bambini e limitando le occasioni di giocare fuori si possono causare più danni che benefici.»

Tanto più diminuisce il tempo e lo spazio dato ai bambini per muoversi e giocare fuori, tanto più aumenta il numero di bambini che presentano deficit sensoriali. Il numero di bambini che oggi hanno bisogno della terapia professionale per la cura dei loro sistemi sensoriali è in aumento: secondo il New York Times, nella città di New York le scuole pubbliche cittadine hanno visto un aumento del 30 percento nel numero di studenti che si sono rivolti alla terapia professionale rispetto ai quattro anni precedenti […].
In seguito alle continue limitazioni al movimento e al tempo trascorso fuori con regolarità, sempre più bambini presentano sistemi vestibolari e di equilibrio sottosviluppati: in altre parole, in loro decresce la consapevolezza del corpo e il senso dello spazio. Gli insegnanti riportando che i bambini cadono sempre più spesso dai loro banchi a scuola, che si scontrano gli uni con gli altri, che si spingono con più forza mentre giocano a rincorrersi e che in generale si presentano più goffi che in passato. Infatti, più noi limitiamo la libertà di movimento e coccoliamo i nostri bambini, più loro diventano insicuri. Il sistema neurologico di un bambino è progettato naturalmente per cercare all’aperto il contributo sensoriale di cui ha bisogno per svilupparsi in un individuo forte e capace. Per esempio, se un bambino comincia a saltare da piccole pietre, lo fa’ perché il suo cervello è pronto per questo tipo di attività. Se un bambino gira su se stesso in cerchio solo per divertimento è perché lui, o lei, ha bisogno di questo input sensoriale. Se con disinvoltura scala un albero, significa che è in grado di farlo.
È solamente quando gli adulti intervengono costantemente con dei “NO” ad ogni tentativo del bambino di mettere in gioco le proprie capacità fisiche che si cominciano a vedere problemi nello sviluppo. “Non arrampicarti!”, “non correre!”, “non rincorretevi!” “non girate su voi stessi!”, “non raccogliete bastoni!” “non sporcarti”, “non saltare!”, “non scalare le pietre!” gridiamo quando i bambini tentano qualsiasi genere di gioco rischioso. Così dimostriamo di voler molto bene ai nostri bambini, in fondo stiamo solo tentando di proteggerli, però qualche volta la troppa protezione può causare più danni che benefici. Gli impediamo di ottenere i giusti input sensoriali di cui hanno bisogno per crescere adulti resilienti e robusti. I bambini hanno bisogno di scalare, saltare, attraversare da soli un bosco, di raccogliere bastoni, saltare in pozze di fango, di cadere e, in qualche occasione, farsi male. Queste sono esperienze del tutto naturali e necessarie che li aiuteranno a sviluppare capacità sensoriali sane, fondamentali per l’apprendimento e per il raggiungimento di molte mete della vita.
[…]
 Giocare fuori è naturalmente un’esperienza sensoriale meravigliosa per bambini. Però, limitarsi ad escursioni una volta alla settimana non è abbastanza per sviluppare un sistema sensoriale sano. Esercitarsi solo occasionalmente non porta benefici durevoli: i bambini hanno bisogno di muoversi e giocare fuori con frequenza e regolarità per sviluppare in pieno i vantaggi sensoriali del fuori. Hanno bisogno anche di essere circondati da adulti che non solo sostengono la necessità di un regolare gioco all’aperto, ma che incoraggiano anche una sana “presa di rischi”. Il futuro sistema sensoriale dei bambini dipende da questo.

Per approfondire (traduzione e adattamento da Angela Hanscom di CO)